| Termine | Definizione |
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| DAW |
Una digital audio workstation (DAW) è un sistema elettronico progettato per la registrazione, l'editing e la riproduzione dell'audio digitale. Una caratteristica fondamentale delle DAW è la capacità di manipolare liberamente i suoni, allo stesso modo di un word processor che modifica le parole.
Il termine "DAW" semplicemente si riferisce a una combinazione di software per la registrazione multitraccia e di hardware audio di alta qualità - quest'ultimo deve avere un la capacità di convertire il segnale audio tramite un convertitore analogico-digitale. Ad esempio, una workstation potrebbe avere otto ingressi audio, e due o più uscite audio per la riproduzione durante il monitoraggio o per l'instradamento del segnale ad altri dispositivi. Un DAC professionale svolge la stessa funzione di una comune scheda audio, ma è generalmente di qualità superiore, e offre vantaggi in termini di qualità audio rispetto a quest'ultima.
Mentre quasi tutti i personal computer con un software di editing possono funzionare in qualche modo come una DAW, il termine si riferisce in generale a sistemi informatici con hardware per il campionamento audio di alta qualità e con un software dedicato alla registrazione e l'editing; alcuni di questi software sono commerciali come ad esempio Logic Pro, Pro Tools, Samplitude, Cubase, SONAR, ACIDO Pro, FL Studio (ex Fruityloops), Ableton Live, Tracktion o Digital Performer, altri invece sono software libero come ad esempio Audacity e Ardour. La maggior parte delle schede audio per le DAW richiedono una grande quantità di memoria RAM e un processore performante.
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| Decay |
Rappresenta il tempo che il suono impiega a passare dal volume massimo (raggiunto durante la fase di attack) al volume di sustain.
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| Decibel |
Il decibel (simbolo dB) è un decimo di Bel (simbolo B) : 10dB = 1B. Il Bel è ormai caduto in disuso, ma rimane l' unità di misura fondamentale da cui il "deciBel" deriva.
Il Bel e il suo sottomultiplo decibel sono unità di misura di tipo logaritmico: le corrispondenti misure sono numeri puri, e precisamente un determinato logaritmo del rapporto fra due grandezze omogenee (esprimibili cioè nella stessa unità di misura, e tali, quindi, che il loro rapporto è un numero puro adimensionale). Le unità di misura B e dB sono anch' esse adimensionali, e quindi non specificano una grandezza fisica come il metro o il watt: ma devono essere indicate nella misura, perché la loro conoscenza è necessaria (e sufficiente) per risalire dalla misura al rapporto originale.
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| Delay |
Il delay, echo/delay o delay/echo (dall'inglese per "ritardo" e "eco") è un effetto usato per modificare il suono di strumenti musicali elettrici o amplificati. Viene anche talvolta chiamato, più impropriamente, eco.
La funzione generale del delay consiste nel registrare il suono in ingresso e riprodurlo con un determinato ritardo temporale. Solitamente il suono ritardato viene aggiunto al segnale originale, anziché sostituirlo; in tal caso l'effetto complessivo è simile a quello dell'eco. Il concetto è anche analogo a quello del riverbero: la differenza principale fra questi due tipi di effetti sonori riguarda la scala dei tempi resi disponibili al musicista. Il riverbero, infatti, riproduce il suono originale con un ritardo minimo, sicuramente inferiore al secondo, mentre un delay può produrre il suono ritardato anche a distanza di decine di secondi.
Il suono ritardato può a sua volta essere reintrodotto nel sistema di delay, producendo una sequenza di echi. In genere, il suono ritardato è riprodotto a un volume inferiore all'originale, cosicché la sequenza di echi sfuma nel tempo, come un'eco fisica in determinate condizioni di acustica.
Un delay/echo Ibanez con i tre controlli fondamentali. Si possono osservare i due canali di uscita DRY (il suono originale, "secco") e OUT (l'eco)In genere, un delay offre al musicista almeno tre possibilità di controllo sull'effetto applicato: la scelta della lunghezza temporale del ritardo (che consente di mandare a tempo gli echi rispetto al ritmo del brano musicale), la scelta del numero massimo di echi, e la scelta del volume degli echi. Si tratta in genere di un effetto a pedale, per consentire al musicista di inserirlo o disinserirlo a piacere, senza dover togliere le mani dallo strumento evitando interruzioni.
L'echo/delay è uno degli effetti standard usati in modo frequente nella maggior parte dei generi di musica leggera. Fra gli artisti che ne hanno fatto tradizionalmente un uso più evidente si possono citare i Pink Floyd, che hanno basato su effetti di eco il sound di moltissimi loro successi, da One of These Days (Meddle, 1971) a Another Brick in the Wall (The Wall, 1979). L'esempio forse più celebre è forse quello del chitarrista Brian May, che nel brano Brighton Rock dei Queen sviluppa un assolo basato esclusivamente sul delay.
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| Diapason |
Il termine diapason in musica ha diversi significati, ma comunemente indica uno strumento per generare una nota standard.
Il diapason è costituito da una forcella di acciaio con un manico, anch'esso di acciaio, saldato alla base. Quest'ultimo consente di tenere lo strumento senza ostacolare l'oscillazione della forcella, e di trasmettere le vibrazioni ad un altro corpo elastico, per potenziare l'intensità del suono emesso: ad esempio, può essere messo a contatto con la cassa di risonanza in legno di un altro strumento, quale un violino o una chitarra.
La sua invenzione può essere ascritta al musicista John Shore nel 1711.
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| Driver |
In informatica, è detto driver l'insieme di procedure, spesso scritte in assembly, che permette ad un sistema operativo di pilotare un dispositivo hardware. Il driver permette al sistema operativo di utilizzare l'hardware senza sapere come esso funzioni, ma dialogandoci attraverso un'interfaccia standard, i registri del controllore della periferica, che astrae dall'implementazione dell'hardware e che ne considera solo il funzionamento logico. In questo modo hardware diverso costruito da produttori diversi può essere utilizzato in modo intercambiabile.
Ne consegue che un driver è specifico sia dal punto di vista dell'hardware che pilota, sia dal punto di vista del sistema operativo per cui è scritto. Non è possibile utilizzare driver scritti per un sistema operativo su uno differente, perché l'interfaccia è generalmente diversa.
Il driver è scritto solitamente dal produttore del dispositivo hardware, dato che è necessaria un'approfondita conoscenza dell'hardware per poter scrivere un driver funzionante. A volte, i driver vengono scritti da terze parti sulla base della documentazione tecnica rilasciata dal produttore, se questa è disponibile.
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